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Vendere online senza Partita Iva

Vendere online senza Partita Iva

Questo è uno dei quesiti che ci viene posto con maggior frequenza, sia da privati che vogliono intraprendere la carriera di venditori online, magari facendo un primo test di prova, che da venditori professionali che iniziano a produrre un buon fatturato mensile online.

Lasciando l’ultima parola al proprio commercialista, che conosce nel dettaglio le diverse situazioni fiscali, rispondiamo citando sinteticamente:
– l’articolo 2082 del Codice Civile in cui si delinea la figura dell’imprenditore, ovvero di colui che esercita un’attività rilevante ai fini dell’imposizione fiscale indiretta (IVA): “È imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi”;
– la risoluzione 21/E 01.03.2004 dell’Agenzia delle Entrate che chiarisce il concetto di impresa commerciale legata ad un reddito di impresa: …per l’esercizio di impresa commerciale, si intende in primo luogo l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività indicate nell’art. 2195 del codice civile.
Le attività elencate nell’art. 2195, primo comma, del codice civile sono le seguenti:
1) attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi;
2) attività intermediaria nella circolazione di beni;
3) attività di trasporto per terra, per acqua e per aria;
4) attività bancaria o assicurativa;
5) altre attività ausiliarie alle precedenti.
Le anzidette attività sono legislativamente inserite nella categoria del reddito d’impresa, purchè svolte con professionalità abituale, ancorché sprovviste di una organizzazione in forma d’impresa. In mancanza del requisito della professionalità abituale si è in presenza di un’attività commerciale esercitata occasionalmente, il cui reddito è inquadrabile nella categoria dei redditi diversi…

Queste due informative chiariscono subito che la figura dell’imprenditore e dell’impresa commerciale, e quindi delle imposte correlate, sono legate all’organizzazione e alla continuità con cui viene gestita l’attività online.
Non viene fornita una stima numerica di questi valori (1 vendita al mese, 2 vendite al mese, etc.) ma è evidente che la presenza di uno store in cui sono caricate un certo numero di inserzioni non può essere considerata un’attività di commercio elettronico casuale, e deve essere quindi normata attraverso l’apertura di una partita iva per negozio online, l’iscrizione alla gestione separata INPS, etc.
L’aspetto fiscale delle vendite online non deve essere sottovalutato, soprattutto in virtù della trasparenza con cui molti marketplace (tra cui eBay) condivide i dati delle vendite con l’Agenzia delle Entrate (su Google si possono trovare diversi post/chat che parlano degli accertamenti fiscali su eBay).

Invitando chi non l’avesse ancora fatto ad attivarsi con il proprio commercialista per normare la propria posizione fiscale, vi inoltriamo il link di un ottimo articolo pubblicato da guidafisco.it “Vendere su eBay senza partita IVA è legale? Si devono pagare le tasse?

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